23.9.09

testimonianze false??????







Onu: "Da Israele e palestinesi crimini di guerra e contro l'umanità" - esteri - Repubblica.it
Origine: www.repubblica.it

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Il dossier denuncia gravi violazioni del diritto internazionale a Gaza
Nel mirino l'operazione "Piombo Fuso" e il lancio dei missili al fosforo
Onu: "Da Israele e palestinesi
crimini di guerra e contro l'umanità"
Il ministero degli Esteri israeliano insorge: "Verdetto unilaterale"

NEW YORK - Sia israeliani che palestinesi hanno compiuto "crimini di guerra" e in alcuni casi "crimini contro l'umanità" durante l'operazione militare israeliana "Piombo fuso" a Gaza. Lo afferma un rapporto delle Nazioni Unite, presentato oggi a New York. Il dossier è stato steso da quattro esperti internazionali guidati dal giudice sudafricano Richard Goldstone, ex procuratore capo dei tribunali internazionali per il Ruanda e l'ex Jugoslavia. Il documento ha scatenato la reazione indignata di Israele, che lo ha definito "non obiettivo".

L'operazione militare sotto accusa. L'atto d'accusa dell'Onu è contenuto in 574 pagine, dove si afferma che l'operazione militare del 27 dicembre era "diretta alla popolazione di Gaza nel suo insieme" per "punirla" e che l'esercito israeliano non ha condotto in maniera appropriata le indagini sulle violazioni compiute. Secondo i giudici, lo stato ebraico "non ha adottato le precauzioni necessarie richieste dal diritto internazionale per limitare le perdite di vite umane e i feriti fra i civili e i danni materiali".

Armi al fosforo Il rapporto condanna come "violazioni del diritto umanitario internazionale" i proiettili di mortaio al fosforo bianco contro le installazioni dell'Unrwa (agenzia dell'Onu incaricata dei rifugiati palestinesi) e gli attacchi con armi al fosforo su due ospedali di Gaza.

L'appello ai palestinesi. Nell'atto di accusa delle Nazioni Unite sono finite anche le operazioni condotte dal fronte opposto. Nel rapporto si legge che il lancio di missili contro Israele da parte palestinese costituisce "un crimine di guerra e può essere ritenuto crimine contro l'umanità" in quanto non distingue fra obiettivi militari e civili. Il giudice Goldstone ha anche esortato i militanti palestinesi a liberare il soldato israeliano Gilad Shalit, sequestrato nel 2006 e da allora tenuto prigioniero a Gaza.

La reazione di Israele. Immediata la replica di Istraele, che ha respinto con estrema durezza i rilievi delle Nazioni Unite. "Oggi è stato scritto un capitolo vergognoso nella storia del diritto internazionale e del diritto dei popoli all'autodifesa", si legge in una nota del ministero degli Esteri israeliano. Secondo il governo israeliano, che si è rifiutato di collaborare con l'indagine, "il verdetto era stato già scritto in anticipo a Ginevra" e la commissione delle Nazioni Unite "si è limitata a raccogliere testimonianze false o unilaterali contro Israele" nella sua recente missione nella regione.

(15 settembre 2009)

22.9.09

UN GIORNALISTA....Gideon Levy

"In Palestine"


Descrizione: E' il giornalista israeliano di Haaretz che da anni incarna l'anima più illuminata del suo popolo. Una vera colomba della pace che con le sue lucide analisi e i suoi coraggiosi commenti ha finito per diventare una spina nel fianco dei falchi che si sono succeduti al governo.

La sua voce rappresenta la vera coscienza - non solo quella critica - di una nazione che ha subito inique persecuzioni ed atroci sofferenze, ma che oggi rischia
di trasformarsi nel carnefice di un popolo con il quale è destinato invece ineluttabilmente a convivere.

Anche stavolta, in occasione della dichiarata guerra ad Hamas, di fronte al terribile massacro degli inermi abitanti della Striscia di Gaza, la voce di Gideon Levy è apparsa come l'estremo baluardo della ragione contro il cieco furore dei suoi governanti.

In 22 giorni sono rimasti sul campo circa 1400 palestinesi, per la maggior parte civili: donne, anziani e - secondo gli ultimi dati - più di 450 bambini. Uno spargimento di sangue contrassegnato da veri e propri episodi criminali (come quello di Zeitun, con i 110 civili ammassati in un edificio poi bombardato; o la scuola con le insegne Onu presa a cannonate, causando 40 morti, tutti civili), e provocato anche con l'utilizzo di armi non convenzionali come il fosforo bianco e l'uranio impoverito, che ha finito per indignare tutte le coscienze libere della comunità internazionale.

E l'unico risultato, alla fine, sarà verosimilmente quello di alimentare nuove vendette: altro odio, altra violenza, altri morti. Rafforzando, invece di indebolire, il terrorismo.

Gideon Levy non ha esitato a puntare il dito contro i responsabili – Ehud Olmert, Tzipi Livni ed Ehud Barak (“due di loro candidati a primo ministro; il terzo ad un processo per crimini di guerra”) – con parole pesanti come pietre che nessun giornalista occidentale (e tanto meno italiano) avrebbe mai osato pronunciare: “Se continueremo così – ha scritto sulle colonne di Haaretz – prima o poi a L’Aia (sede del Tribunale internazionale per i crimini di guerra, ndr) sarà istituita una nuova corte speciale”.

Tutto ciò gli sta procurando minacce ed insulti da parte dei suoi più fanatici connazionali. Ma lui non sembra curarsene: “Uno spirito malvagio è calato sulla nazione. Questo non è il mio patriottismo. Il mio patriottismo è criticare, fare le domande fondamentali. Questo non è solo il momento dell’uniforme e della fanfara, ma dell’umanità e della compassione”.


La voce di Gideon Levy è la voce del cuore e della ragione, la voce della coscienza.

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English version

Gideon Levy is the Israeli journalist of Haaretz who for years has expressed the most illuminated spirit of his people. A true Dove of Peace that, with his lucid analysis and his courageous comments, has become a thorn in the side of the Israeli hawks who who hold political power.

Levy is the voice of true conscience - not only the critical one - of a nation who underwent unique persecutions and atrocious suffering, but that today risks to transform itself in the executioner of people with which it is destiny to cohabit.

Again this time, in the occasion of the declared war to Hamas, in front of the terrible slaughter of unarmed innocent civilians of the Gaza Strip, the voice of Gideon Levy appeared like the extreme bastion of reason against the blind fury of his government.

In 22 days approximately 1400 Palestinian where left on the ground, civilians for the majority: women, old people and – according to the last count - more than 450 children.
A spilling of blood marked by genuine criminal episodes (like that one of Zeitun, with the 110 civilians locked in a building then bombed; or the school with UN status gunned down, causing 40 dead, all civilians), and achieved through the use of non conventional weapons like white phosphorus bombs man and uranium shells, that it has caused indignation in all the free consciences of the international community.

And the only result, at the end, will most probably be the one of provoking more vendettas, more hatred, more violence, and more loss of life. Strengthening, instead of weakening terrorism.

Gideon Levy has not hesitated to point his finger against the responsible - Ehud Olmert, Tzipi Livni and Ehud Barak (“two of them are candidates for prime minister, the third is a candidate for criminal indictment”) - with words heavy like stones that no western journalist (and the lesser an Italian one) would have ever dared to pronounce: “If we will continue like this- has written from the columns of Haaretz - maybe one day a new, special court will be established in The Hague (the international Court for the war crimes)”.

All of this it is obviously procuring him threats and insults from his more fanatic compatriots. But it does not seem to care: “A evil spirit has descended on our nation. This is not my kind of patriotism. My patriotism is to criticize, to ask questions, the fundamental ones. This is not only the moment of uniforms and fanfare, but of humanity the compassion”.

The voice of Gideon Levy is the voice of the heart and of the reason, the voice of conscience.

10.9.09

paola caridi



Paola Caridi (Medio Oriente) Giornalista, nata a Roma nel 1961, è socia fondatrice di Lettera22. Laurea in Lettere, in storia dei partiti politici, ha un dottorato di ricerca in storia delle relazioni internazionali. Si è specializzata su Germania, Europa centro-orientale e Balcani. Dalla crisi nella regione dei Grandi Laghi si e' specializzata sui problemi connessi all' evoluzione dei sistemi politici dell'Africa centro-meridionale, per poi concentrarsi sul Medio Oriente e il Nord Africa. Dal 2001 al 2003 è stata corrispondente dal Cairo, coprendo Medio Oriente e mondo arabo. Attualmente e' corrispondente da Gerusalemme. Ha scritto nel 2007, per Feltrinelli, Arabi Invisibili, che ha vinto il Premio Capalbio 2008. Nel 2009, sempre per Feltrinelli, ha pubblicato Hamas. Il suo blog Invisible Arabs è dedicato al mondo arabo e al Medio Oriente. Nel 2008 è stata insignita dell'onorificenza di Cavaliere della Stella della Solidarietà Italiana, ordine presieduto dal Presidente della Repubblica Italiana------------------------ Journalist, born in Rome in 1961, is a founding member of the News Agency "Lettera22" and is currently working for national and local Italian newspaper. PhD in History of International Relations, she is specialised on Middle East and Northern Africa region. Correspondent in Cairo (2001-2003), she is based since 2003 in Jerusalem. She published in 2007 "Arabi Invisibili" (Feltrinelli publishing house), Capalbio Price 2008. In 2009, she published Hamas (Feltrinelli publishing house). She is a Knight of the Order of the Italian Solidarity's Star, order chaired by the President of the Italian Republic.


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Isabella Zanotti 11 settembre alle ore 17.29 Rispondi
fate girare anche a tutti i vostri contatti, per chi non può venire
ci sarà la diretta via web e saremo collegati direttamente con gaza
con arrigoni e al-esawi... da non perdere

P.S.
Intanto vi invito a leggere e ad approfondire
un paio di articoli recenti di cui non si sa praticamente nulla o poco, davvero inquietanti...

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.lastampa.it%2F_web%2Fcmstp%2Ftmplrubriche%2Fbase%2Fgrubrica.asp%3FID_blog%3D186%26ID_articolo%3D853%26ID_sezione%3D378%26sezione%3D&h=cd6f8266d9001ad3d0028230eae57b30


http://mirumir.altervista.org/2009/09/larticolo-di-jonathan-cook-sul-traffico.html

http://tlaxcala.es/pp.asp?reference=8584&lg=it


http://www.infopal.it/leggi.php?id=12134


Rompiamo l'assedio ai diritti dei Palestinesi
"palestina, Gaza, PBC,."
L'inizio di questo evento è previsto per le ore 21.00 del giorno 18 settembre 2009 in Centro culturale Dar Al Hikma.

23.8.09

ripropongo qui

Ultim'ora
Primo Ministro Anp, Stato Palestinese Entro 2 Anni
Ieri - 17.18


Il Pallone Della Discordia, Online Le Parodie Dello Spot Che Ha Diviso Israele e Fatto Infuriare i Palestinesi
m.o.: Israele Bombarda Tunnel a Rafah, Morti 3 Palestinesi

(AGI) - Ramallah, 25 ago. - L'Anp ha deciso di cambiare strategia: "Entro due anni", con o senza un accordo di pace con Israele, nascera' uno Stato palestinese 'de facto' con proprie forze di sicurezza, infrastrutture e trasporti. Lo ha annunciato, in un'intervista al 'Times', il primo ministro palestinese, Salam Fayyad: "Dopo 16 anni (di negoziati politici falliti) perche' non cambiare strategia?". "Abbiamo deciso di essere attivi, di accelerare la fine dell'occupazione israeliana lavorando duramente sul campo per costruire elementi positivi e far emergere il nostro Stato come un fattore che non puo' essere ignorato", ha spiegato Fayyad al quotidiano britannico, nel giorno in cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha in programma un incontro a Londra con il collega Gordon Brown. "Questa e' la nostra agenda che seguiremo con tenacia", ha aggiunto il primo ministro dell'Anp. Nel corso di una conferenza stampa a Ramallah, in Cisgiordania, Fayyad ha poi spiegato che "il governo palestinese sta lottando in modo determinato contro un'ostile occupazione... per istituire un apparato statale de facto entro i prossimi due anni". Fayyad si e' appellato all'unita' del popolo palestinese, diviso dopo la presa del potere di Hamas a Gaza nel giugno del 2007. "Dobbiamo presentarci al mondo intero mostrandoci uniti e fermi nella determinazione di rimanere nella nostra patria, nel mettere fine all'occupazione (israeliana) e nel raggiungere la liberta' e l'indipendenza", ha affermato Fayyad. -
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CRIMINI ISRAELIANICondividi
lunedì 6 luglio 2009 alle ore 18.19
Israele e i crimini di guerra. Rapporto choc
Amnesty International ha affermato che durante i 22 giorni del recente conflitto a Gaza e nel sud d’Israele, le forze israeliane hanno ucciso centinaia di civili palestinesi disarmati e distrutto migliaia di abitazioni, mediante attacchi che hanno violato le leggi di guerra
Lunedí 06.07.2009 08:43

In un nuovo rapporto, Amnesty International ha affermato che durante i 22 giorni del recente conflitto a Gaza e nel sud d’Israele, le forze israeliane hanno ucciso centinaia di civili palestinesi disarmati e distrutto migliaia di abitazioni, mediante attacchi che hanno violato le leggi di guerra. 'L’assenza di adeguate indagini sul comportamento delle proprie forze a Gaza, crimini di guerra inclusi, e il continuo rifiuto di cooperare con la missione di accertamento dei fatti dell’Onu, diretta da Richard Goldstone, sono la prova dell’intenzione da parte di Israele di evitare un confronto pubblico e di riconoscere le proprie responsabilita'' – ha dichiarato Donatella Rovera, che ha guidato la missione di ricerca di Amnesty International a Gaza e nel sud d’Israele durante e dopo il conflitto. 'La comunità internazionale, a partire dal Consiglio di sicurezza, deve esercitare tutta la sua influenza per ottenere che Israele cooperi pienamente con l’inchiesta di Goldstone, che risulta attualmente lo strumento migliore per stabilire la verità'.
Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno lanciato centinaia di razzi contro il sud d’Israele, uccidendo tre civili israeliani, ferendone decine e costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie case. “Questi attacchi illegali costituiscono crimini di guerra e sono inaccettabili” – ha precisato Rovera.
Il rapporto, lungo 117 pagine e basato su prove raccolte dai delegati di Amnesty International (tra i quali anche un esperto militare) a gennaio e febbraio, documenta l’uso da parte di Israele di armi da campo aperto contro la popolazione civile di Gaza, intrappolata e senza possibilità di fuga.
La scala e l’intensità degli attacchi contro Gaza sono state senza precedenti: il totale di 1400 palestinesi uccisi dalle forze israeliane comprende circa 300 bambini e altre centinaia di civili che non stavano minimamente prendendo parte al conflitto.
Molte delle vittime sono state uccise da armi ad alta precisione, grazie all’uso di droni dotati di visori di eccezionale qualità che consentivano di osservare i bersagli nei minimi dettagli. Altre sono state uccise da armi prive di precisione, tra cui i razzi lanciati dall’artiglieria e contenenti fosforo bianco, mai usato prima di allora a Gaza; armi che non dovrebbero mai essere impiegate in aree densamente popolate.


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http://perlapalestina.blogspot.com/

GERUSALEMME - Eccoli i racconti di guerra, l'ultima, combattuta per tre settimane nella Striscia di Gaza.

Racconti che non si vorrebbero mai sentire.


Perché non soltanto non c'è niente di eroico, ma c'è molto di raccapricciante e di moralmente rivoltante, in un tiratore scelto che spara su una madre e i suoi due bambini che hanno sbagliato strada, perché così vogliono le regole d'ingaggio, o in un soldato che fa fuoco su una vecchia che cammina smarrita, o su altri giovani in divisa che abusano della loro forza per danneggiare, deturpare, offendere una popolazione civile palestinese che, in fin dei conti, viene considerata tutt'uno con il nemico combattente.

Questo e molto altro ancora lo si è appreso non dalla propaganda palestinese, ma dai racconti dei diretti interessati, decine di allievi dell'accademia Yitzhak Rabin, convenuti lo scorso 13 febbraio per discutere le loro esperienze nell'ambito dell'Operazione "Piombo fuso".

Racconti duri, pesanti come macigni, capaci creare molto imbarazzo ai vertici delle forze armate.

Al punto che il procuratore militare, quasi a voler bilanciare l'inevitabile scalpore con un gesto rassicurante, ha deciso di rendere pubblica la decisione di aprire un'inchiesta.

È stato Haaretz a svelare i contenuti di quella riunione.

Ma il merito di aver fatto scattare l'allarme su tutto ciò che queste testimonianze implicano, va al direttore del programma pre-militare dell'accademia, Danny Zamir, che, sentiti i resoconti fatti dai giovani ma già esperti allievi, s'è rivolto direttamente al Capo di Stato maggiore, Gaby Ashkenazy.

"C'era un casa con dentro una famiglia - ricorda il comandante di una piccola unità di fanteria - . Ordinammo alla famiglia di stare tutti in una stanza.

Poi ce ne andammo e arrivò un nuovo plotone. Dopo alcuni giorni venne l'ordine di rilasciare la famiglia. Avevamo messo un tiratore scelto sul tetto.
Il comandante rilasciò la famiglia, dicendo loro di andare verso destra, ma dimenticò di avvertire il tiratore scelto che quella gente veniva liberata e che era tutto ok, e non avrebbe dovuto sparare".
Anziché a destra, la madre coi due figli prende a sinistra. Il cecchino li vede avvicinarsi alla linea che, secondo quanto gli era stato detto, nessuno avrebbe dovuto oltrepassare.
Così "ha sparato subito, uccidendoli".

"Non credo - continua la testimonianza - che si sia sentito troppo male.
L'atmosfera generale, da quello che ho capito parlando coi miei uomini, era, come dire, che le vite dei palestinesi sono molto, molto meno importanti delle vite dei nostri soldati".

Regole d'ingaggio assai elastiche, "disprezzo sfrenato", culto della forza fisica, il pregiudizio che "i palestinesi sono tutti terroristi", questa la miscela esplosiva che ha portato agli eccessi che le organizzazioni umanitarie hanno denunciato come crimini di guerra.

Un'accusa che Israele ha respinto, ribattendo che le perdite tra i civili palestinesi sono state causate dal fatto che i miliziani di Hamas si facevano scudo della popolazione che affolla i centri abitati, nel cuore dei quali, però, l'esercito israeliano non ha esitato ad adoperare una potenza devastante.

Qui tuttavia non si parla né di bombe al fosforo né di altri micidiali ordigni sconosciuti.
Si parla, per quanto possa sembrare fuori logo trattandosi di una guerra, di morale.

Non è un caso che il ministro della Difesa, Ehud Barak, si sia precipitato a ribadire che l'esercito israeliano "è la forza armata più morale che esista al mondo".
Aggiungendo che, al massimo, quelli da chiarire sono "episodi individuali".

Non la pensano così, invece, i protagonisti dei racconti.
A parte alcuni casi di fuoco senza avvertimento contro civili, un comandante descrive alcuni episodi di vandalismo.

"Scrivere "morte agli arabi" sui muri (delle case occupate), prendere le foto di famiglia e sputare su di esse soltanto perché lo puoi fare, credo che questa sia la cosa più importante per capire quanto le forze armate israeliane siano precipitate sul piano della morale".

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poesie di Pino de Stasio
Un fuoco lucido avvolge la sera..
Madri stanche in nenie notturne
Annegano bianche in fondali d'affanno
Dei figli scomparsi e in campi
Gia' pieni di fieno appagato.


GAZA

Guerra rasa, fumi ristagnano furiosi
Sirene immense rovesciano fuochi.


Muta e' la notte ancora
E' bene che sia cosi'
Spari alla luna non ci saranno
Che come bersaglio lontano e inarrivabile
Comprime e sobbalza i sonni leggeri
Senza piu' sogni.
Altera testa tonda ed esile
Ascolta i sussurri notturni
Grumi vocali di pianto.


BREVIARI PER GAZA

Piango su questo fosso
Mai raggiunto dalla mia mano
Per scavargli attorno la vita
e risollevarlo dalla morte.


Silenzio oggi per i campi
E per il cielo che appare limpido
Con cirri appena sopra l'orizzonte
E profondi crateri che segnano
Spazi vuoti..
piccoli corpi contenuti
Come semi per la terra
Forse un giorno rigogliosa.


FOSFORO BIANCO

Nelle nubi albine
Tra le piccole case di gaza
Inquietanti sagome gassose
Si attaccano a magri corpi
Rappresi e congiunti
Tra sequenze di mani in rivolta
Fosforo tenue luminescenza planetaria
Roccioso argomento chimico
Ferisci i ventri materni
Odoroso aglio morente
Inganni e uccidi.


MORTE RAPIDA

Rapita l'anima
Affretti solitaria mente
Nei transfert stellari
Fornaci solide svolazzanti faville
Farfalla tra il rosso carminio
E il respiro profondo del gigante
Sei la' Imperatrice Vate.


Soldati marciano
A ridosso della città
Stivaloni anfibi
Improntano la terra che non ha sale
Mani rosse ganci di mitraglia
Arretrano e avanzano
Densa tensione in quei corpi atletici e curati
Baciano labbra ebbre
Dietro nei campi c'e' rovina
Carcasse in ferro simboli d'arte cruda
Filati spinosi ma non di more
Riempiono i labirinti della pace

PIOMBO FUSO

Desolato nel sistema periodico
Tra piombo e fosforo
E numeri atomici e isotopi
Osservo le rovine fatte di scatti digitali
Organismi sepolti
Che affiorano per elementi
Per parti
Pietrificate e avvolte in plastiche nere
Vapori acquei miasmi letali
Nascosti in sacche di cemento ancora mortali
Un albero appena sotto le mura
Indica il giorno
Ancora gassoso.

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Napoli 31 gennaio 2009



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La storia non insegna neanche a chi una volta è stato vittima....

Gli israeliani hanno sfruttato abbastanza queste situazioni e oggi accusano i palestinesi di sfruttare le immagini dei bimbi morti sotto i loro colpi. ...
QUESTA ACCUSA E' SAREBBE RIDICOLA
SE NON FOSSE... INFAME.
Gli israeliani hanno fatto quello che , a freddo avevano preventivato
di fare , diciamolo francamente , purtroppo l'ironia della sorte è che noi
italiani siamo stati coinvolti nello scempio....nostro malgrado.

Chiedo perdono io ai Palestinesi,e dissento da chi va in israele e indossa il cappelleto ebraico,solo per motivi di convenienza politica .

DICIAMO BASTA! ABBIAMO VISITATO I RESTI DI DACAO E DEGLI ALTRI CAMPI DI
STERMINIO NAZISTI,MA NON AVREMO TEMPO NE LA POSSIBILITA'DI VISITARE ,UN GIORNO,
LE TOMBE DEI BAMBINI PALESTINESI A CUI VA IL NOSTRO PENSIERO OGGI!!!!!!

firmato
LAURA PICCHETTI



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Lentamente muore un popolo inerme ....
Ecco i tuoi occhi neri profondi
si guardano intorno,
vedono solo orrore e morte.
I ricordi passati sono nel presente
e tornano prepotentemente
alla mente guardando il sole
tramontare all'orizzonte,
è un sole che gronda sangue,
lacrime e sangue....
lacrime che sgorgano dai tuoi occhi
e sangue che esce dalle tue vene...
mi danno il segno che sei ancora viva
in mezzo ad un popolo di morti viventi,
che cerca inutilmente di vivere strisciando..
ma in realtà è come morto,
perché le bombe e la mano dell'uomo
hanno portato via i suoi figli migliori.
Il mio e il tuo cuore gronda sangue
si affievolisce il suo battito...
e cosi lentamente un popolo muore.

Gabrybabelle

18.6.09

Mercoledì 01 Luglio 2009 13:22
Scritto da Free Gaza Team

Il 30 giugno le Forze di Occupazione Israeliana hanno abbordato forzatamente la barca Free Gaza, SPIRIT OF HUMANITY, e sequestrato 21 attivisti per i diritti umani e giornalisti mentre si recavano a Gaza per trasportare il tanto necessario materiale da ricostruzione e umanitario. Tra i sequestrati da Israele è la vincitrice del Premio Nobel per la Pace, Mairead Maguire e l'ex membro del Congresso USA, Cynthia McKinney.
Dall'inizio del loro sequstro, decine di migliaia di persone nel mondo si sono mobilitate per chiedere il loro rilascio immediato e incondizionato. Il Free Movement desidera ringraziare tutti coloro che hanno fatto una telefonata, hanno inviato un fax o una e-mail, hanno scritto una lettera, organizzato una dimostrazione in favore dei nostri 21 amici imprigionati





Isabella Zanotti dice:
credo che solo un ebreo israeliano possa dar voce alla verità senza essere messo a tacere quindi a questi signori va ogni mio rispetto e fiducia perchè quello che sta facendo isarele è a dir poco osceno oltre che immorale e assolutamente non in nome di dio si possono ammazzare tante donne e bambini, non credo proprio che dio sia contento di come si comportano
Laura Picchetti alle 19.31 del 16 giugno
Isabella pensa............. che nella mia ignoranza, quando sono stata in israele .......molti anni fa..e mi sono convinta che gli israeliani erano loro che fomentavano e combattevano una guerra ingiusta..
..credevo che questi qui ( col cappellaccio nero e i capelli e le barbe lunghe) fossero dei trogloditi.....e che fossero loro dei pericolosi...razzisti.

Oggi mi sono accorta che in verità , non avevo capito niente:
è il governo israeliano che è razzista e vuole dominare e impadronirsi di tutta la palestina ( cosa chein verita' oggi ha quasi portato a compimento nella più totale indifferenza dei paesi occidentali, dell' europa e dell' italia.
ALLORA ALMENO DIAMO A CESARE QUEL CHE è DI CESARE E A DIO ..ETC.

ALMENO QUESTA PARTE DELLA POPOLAZIONE ISRAELIANA SI E' RESA
CONTO DI QUELLO CHE LA SI STA FACENDO......
UNO STERMINIO DI UNA POPOLAZIONE INNOCENTE ..
...SOTTO GLIO OCCHI INDIFFERENTI ..DI TUTTI NOI.

Enrico Di Valpenta alle 23.04 del 16 giugno
raccomando di nuovo lo speciale di Aspenia sulla demografia: pieno di chiavi suggestive....
Laura Libera Lupo alle 23.07 del 16 giugno
e vivaiddio finalmente hanno trovato il coraggio!!!!!!!!

Donatella de Mercurio alle 13.46 del 17 giugno
io credo che qualcosa finalmente stia cambiando..... e lo spero di cuore per i palestinesi.

Isabella Zanotti alle 14.38 del 17 giugno
The European Campaign to end the siege of Gaza, l'Associazione Palestinese in Italia, Infopal e Per il Bene Comune hanno organizzato un convoglio umanitario, "la Carovana della Speranza", che ha porteto a Gaza aiuti sanitari e mezzi per il primo intervento medico.
a questo indirizzo troverai molte testimonianze recenti sullo stato delle cose in palestina:
http://www.perilbenecomune.org/index.php?mod=blabla&menu_id=&news_id=132&myaction=read_news

.....mi chiedevo non è che hai iniziato ad avere dei problemi dopo questo articolo?
perchè chiunque accenni qualche cosa di vero e di serio sulla palestina viene immediatamente bloccato in rete e tu sai chi è il propietario di questa piattaforma si?

Giuliana Bucci alle 9.56 del 18 giugno
Mi auguro di tutto cuore che questa indegna guera Israelo-Palestinese abbia fine......e spero tanto che questo gruppo si accresca di molti proseliti

Giuseppina Fioretti alle 23.38 del 18 giugno
i Neturei Karta sono solo una delle tante forme di dissenso al sionismo all'interno del mondo ebraico fuori e dentro Israele. Ci sono, per non dimenticare, gli Shministim: i militari che si rifiutano di prestare servizio nei territori occupati. Ci sono gli israeliani paciifisti, gli antisionisti israeliani comunisti.
Purtroppo non hanno peso "economico" e non gestiscono il potere dell'informazione. Il resto degli Ebrei, si. Le più importanti agenzie stampe del mondo sono nelle mani di ebrei che sostengono Israle ma che non hanno nemmeno il passaporto israeliano. Quanto ai religiosi: Attenzione a non confondere i Naturei Karta ( e la loro visione dell'ebraismo) con gli Chassidim (ebrei di origine ashkenazita, molto forti nell'apparato militare israeliano). I Chassidim hanno INTRANSIGENTI e INTEGRALISTE opinioni su Israele, sono religiosi con le stesse teorie di Hamas. Solo che i Chassidim sono nel governo israeliano, Hamas è ritenuto fuori legge! ma qui, si sa, vale l'arbitrario

Giuseppina Fioretti alle 23.39 del 18 giugno
...ma qui, si sa, vale l'arbitrario giudizio dei grandi del mondo....ormai più importante del giudizio di Dio.





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domenica 31 maggio 2009
Turismo militare israeliano: vieni a vedere come si ammazza un palestinese

Lo sterminio programmato dei palestinesi -da parte di Israele, USA ed Europa- produce un notevole guadagno economico, alimenta il senso di paura che giustifica altre azioni terroristiche, infonde un clima di odio razziale internazionale verso i palestinesi.
La guerra nella striscia di Gaza è un buon investimento per i nostri governi e per l'industria bellica. Certo... se si potesse fare di più... se si potesse spremere maggiormente l'ormai smunto e stremato limone... Niente paura, ci pensa l'Israel Law Center, un'organizzazione che promuove l'industria turistica -oltre quella bellica- nelle zone di guerra controllate dall'esercito israeliano.
Israel Law Center vende -tra l'altro- pacchetti turistici a quanti desiderino vedere l'esercito israeliano in azione contro i palestinesi, miserevoli pidocchi da schiacciare senza pietà.
Ecco come un popolo arabo vessato, derubato di tutto, distrutto, venga adesso cinicamente messo in vetrina, a mostrare lo svilimento dei suoi ultimi brandelli di esistenza, suo malgrado. Nessuna pietà, odio che si fa industria, cinismo allo stato puro. Il nostro governo attuale ha ancora molto da imparare.
L'ignobile programma turistico israeliano comprende vari appuntamenti, tra i quali l'osservazione sul campo di uccisioni mirate, l'inclusione in una corte dell'IDF che si pronuncia contro membri di Hamas, il tour delle posizioni militari al confine con il Libano e dei check-points all'ingresso di Gaza, l'esibizione dal vivo dei raid di penetrazione in territorio arabo, ecc.
Per chi lo desidera, c'è anche l'opzione 'First Class Accomodation', con sistemazione all'hotel Sheraton Plaza Jerusalem, tre pasti al giorno, lussuoso bus con guida turistica, un esclusivo e personale centro di comunicazione messo a disposizione dall'hotel, un telefono cellulare ad ogni turista. 'Incredibile ed emozionante', ha detto Simon Goldberg, un turista di Los Angeles; mentre un altro turista, David Winer di Chicago dice che l'esperienza ha superato le sue aspettative.
Vivi anche tu l'ebrezza del 'tiro all'arabo' per poco meno di tre dollari! Ma se vuoi partecipare, sei tenuto a fare una donazione all'Israel Law Center, come aiuto nella lotta contro il terrorismo arabo!
Il prossimo pacchetto è previsto per la settimana dall'8 al 15 giugno.

12.6.09


Protesta di Neturei Karta davanti all'Onu:
smantellate Israele e create stato di
Palestina per musulmani, ebrei e cristiani.
Scritto il 2009-06-15 in News


New York - Pic. Ieri, in occasione del
42° anniversario dell’occupazione di
Gerusalemme Est alcuni membri del
movimento ebraico ortodosso anti-sionista
Neturei Karta hanno organizzato una
protesta davanti al Palazzo di
Vetro delle Nazioni Unite, nella
città di New York.

I manifestanti hanno chiesto lo
smantellamento dello stato di
Israele e la costituzione di uno
stato palestinese che inglobi
anche gli ebrei residenti
attualmente in Palestina.


Il portavoce del movimento,
Yisrael Weiss, noto rabbino,
ha infatti evidenziato come
il regime sionista sia in
contraddizione con gli
insegnamenti dell’ebraismo,
sfidi la volontà di Dio e
fomenti gli scontri, grazie
ai crimini commessi contro
gli altri pacifici abitanti della
Palestina, musulmani e cristiani.
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Secondo i Neturei Karta, la terra attualmente occupata dallo stato di Israele appartiene a coloro che vi avevano sempre abitato (cioè i palestinesi, gli ebrei e gli arabi, di ogni religione, e quanti vivevano pacificamente con loro); in diverse occasioni i Neturei Karta hanno protestato a fianco dei palestinesi arabi; nel 2002 manifestarono con la bandiera palestinese, provocando vive reazioni da ambienti ebraici.

Accusano inoltre lo stato di Israele di essersi dotato di una facciata religiosa (con l'uso di nomi religiosi per i partiti politici, la presenza di rabbini negli stessi, etc) e di alterare i commentari alla Torah secondo le esigenze sioniste. Affermano poi che gli ebrei sionisti non possono pretendere di parlare ed agire a nome di tutti gli ebrei, ed evitano anche di partecipare alle attività civili israeliane (rifiutando elezioni, assistenza sociale, supporto finanziario, etc).

Il rifiuto per il sionismo arriva al punto di non toccare banconote o monete rappresentanti immagini di sionisti (quelle con Albert Einstein e Moses Haim Montefiore sono ritenute accettabili, mentre quelle con Theodor Herzl e Chaim Weizmann non lo sono); per di più non si avvicinano al Muro Ovest del Tempio di Gerusalemme sostenendo che è stato inquinato da interessi sionisti, il che ne farebbe un abominio.

Nel mondo ebraico, Neturei karta è ritenuto un gruppo minoritario, che non rappresenterebbe nemmeno la grande maggioranza degli ebrei ortodossi contrari al sionismo.

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---------------------------Gaza. Il Centro al-Mizan per i diritti umani, in una relazione sulle perdite e sui danni subiti dalla popolazione della Striscia di Gaza durante l’ultima guerra israeliana, ha illustrato i crimini commessi dall'esercito di occupazione nel periodo dal 27 dicembre 2008 fino all'alba del 18 gennaio 2009.
Nel rapporto, diffuso ieri e intitolato “L’aggressione in cifre”, sono pubblicati i numeri delle vittime e dei danni arrecati alle persone e alle proprietà.

Le persone morte durante la guerra o in seguito alle ferite riportate sono 1.410: 355 al di sotto dei diciotto anni d’età, 110 donne e 240 combattenti della Resistenza.

11.135 case private, 581 edifici pubblici, 209 impianti industriali, 724 imprese commerciali e 650 veicoli risultano distrutti dai bombardamenti e dalle operazioni dell’esercito sionista, mentre la superficie di terre agricole danneggiate raggiunge i 627.175 ettari.

A conclusione della relazione vengono citate le indagini effettuate da al-Mizan e da varie istituzioni nazionali e internazionali, che dimostrano come sia stato commesso un gran numero di gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale umanitario, altrimenti definibili come crimini di guerra contro l'umanità, in base a quanto è scritto nella Carta del Tribunale internazionale e nella IV Convenzione di Ginevra.

Il centro specifica che “tra questi crimini sono inclusi il bombardamento di case con civili al loro interno, le sparatorie contro civili che sventolavano bandiere bianche, l'uso indiscriminato della forza distruttiva delle armi nelle zone civili, il bersagliamento di civili senza distinzione, l'uso dei civili come scudi umani, il bersagliamento del personale medico, l’ostacolamento delle ambulanze e il bersagliamento delle sedi e dei dipendenti delle Nazioni Unite”.

Il rapporto riferisce inoltre che a tali crimini bisogna aggiungere le pratiche delle forze di occupazione ai danni della popolazione locale, come ad esempio le punizioni collettive, la distruzione della rete dell’acqua e delle linee elettriche, l’interruzione e la devastazione delle strade che collegano le province della Striscia di Gaza (un gesto gravissimo in quanto comporta problemi nei rifornimenti di cibo e medicine, che si sommano a quelli provocati dall’assedio) e la sofferenza psicologica causata dalle aggressioni massicce contro le zone residenziali.

Tutto questo, secondo al-Mizan, ha fatto sì che, per l’intera durata del conflitto, non esistesse nemmeno un posto in tutta la regione che permettesse ai civili di restare al sicuro.



Hajo Meyer, autore del libro 'The End of Judaism' ('La fine del giudaismo'), è nato a Bielefeld, in Germania, nel 1924. Nel 1939 fuggì da solo, all’età di 14 anni, in Olanda, per salvarsi dal regime nazista, e non potè andare a scuola. Un anno dopo, quando i tedeschi occuparono l’Olanda, visse in clandestinità con un documento di riconoscimento maldestramente contraffatto. Meyer venne catturato dalla Gestapo nel Marzo del 1944 e deportato ad Auschwitz una settimana dopo. E’ uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz.
12 Giugno 2009 -- [Grazie a Adri Nieuwhof - Traduzione di Andrea Carancini]

Cosa vuol dire per presentarsi ai lettori?
"Dovetti abbandonare la scuola secondaria a Bielefeld dopo la Notte dei Cristalli, nel Novembre del 1938. Per un bambino curioso come me e per i suoi genitori fu un’esperienza terribile. Perciò, posso pienamente identificarmi con i giovani palestinesi che vengono intralciati nei loro studi. E non posso identificarmi in alcun modo con i criminali che impediscono ai giovani palestinesi di studiare."

Cosa l’ha spinta a scrivere il suo libro, "La fine del giudaismo"?
"In passato, i media europei hanno scritto molto sui politici di estrema destra come Joerg Haider in Austria e Jean-Marie Le Pen in Francia. Ma quando Ariel Sharon venne eletto [primo ministro] in Israele nel 2001, i media rimasero zitti. Ma negli anni ’80 capii il pensiero profondamente fascista di questi politici. Con il mio libro ho voluto prendere le distanze da tutto ciò. Sono cresciuto nel giudaismo avendo come valore fondamentale l’eguaglianza dei rapporti tra gli esseri umani. Sono venuto a sapere dell’esistenza del giudaismo nazionalista solo quando ho sentito i coloni difendere nelle interviste le loro prepotenze a danno dei palestinesi."

"Quando un editore mi ha chiesto di scrivere qualcosa sul mio passato ho deciso di scrivere questo libro, per fare i conti col mio passato. Le persone di un gruppo che disumanizzano le persone che appartengono a un altro gruppo lo fanno o perché l’hanno imparato dai genitori o perché sono stati manipolati dai loro leader politici. Questo in Israele è accaduto per decenni, nel senso che hanno manipolato l’Olocausto per i loro scopi politici. Nel lungo periodo il paese si sta distruggendo, inducendo così i suoi cittadini ebrei a diventare paranoici. Nel 2005, [l’allora primo ministro] Ariel Sharon ha illustrato tutto ciò dicendo alla Knesset che "sappiamo che non possiamo fidarci di nessuno, possiamo fidarci solo di noi stessi".

"Questa è la definizione più concisa che ci sia di qualcuno che soffre di paranoia clinica. Uno dei crucci più grandi della mia vita è che Israele si definisce con l’inganno uno stato ebraico, mentre in realtà è sionista. Vuole il massimo del territorio con il minor numero possibile di palestinesi. Io ho quattro nonni ebrei. Sono ateo. Condivido il retaggio socio-culturale ebraico e ho imparato l’etica ebraica. Non voglio essere rappresentato da uno stato sionista. Non hanno idea di cosa è stato l’Olocausto. Usano l’Olocausto per instillare la paranoia nei propri figli."

Nel suo libro lei scrive sulle lezioni che ha imparato dal passato. Può spiegare come il suo passato ha influenzato la sua percezione di Israele e della Palestina?
"Non sono mai stato un sionista. Dopo la guerra, gli ebrei sionisti hanno sbandierato il miracolo di avere "un paese tutto nostro". Da ateo impenitente, ho pensato che, se questo è un miracolo di Dio, avrei voluto che avesse fatto il più piccolo dei miracoli creando lo stato 15 anni prima. In quel caso i miei genitori non sarebbero morti."

"Potrei fare un elenco senza fine delle somiglianze tra la Germania nazista e Israele. Prendersi la terra e le proprietà, negare alle persone la possibilità di ricevere un’istruzione, ridurre la possibilità di guadagnarsi da vivere distruggendo le loro speranze, tutto con lo scopo di cacciare la gente dalla propria terra. E quello che personalmente trovo più spaventoso, più dello sporcarsi le mani uccidendo in prima persona, è il creare le circostanze in cui le persone incominciano a uccidersi a vicenda. Così la distinzione tra le vittime e i carnefici si indebolisce. Seminando zizzania in una situazione dove non c’è unità, aumentando la distanza tra le persone – come Israele sta facendo a Gaza."

Nel suo libro lei scrive del ruolo degli ebrei nel movimento della pace dentro e fuori Israele, e sugli obbiettori di coscienza israeliani. Come valuta il loro contributo?
"Naturalmente è positivo che delle componenti della popolazione ebraica di Israele cerchino di vedere i palestinesi come degli esseri umani e come loro eguali. Comunque, mi disturba quanto sia sottile il numero di quelli che protestano e che sono davvero antisionisti. Rimaniamo colpiti da quello che accadde nella Germania di Hitler. Se tu esprimevi solo la minima ombra di critica all’epoca, finivi a Dachau. Gli ebrei in Israele hanno i diritti democratici. Possono protestare nelle strade, ma non lo fanno."

Può commentare la notizia che i ministri israeliani hanno approvato un disegno di legge che proibisce la commemorazione della Nakba, e cioè la spoliazione della Palestina storica? La legge propone una pena fino a tre anni di reclusione...
"E’ così razzista, così spaventoso. Non ho parole. E’ un’espressione di quello che già sappiamo. La Zochrot [l’organizzazione per la commemorazione della Nakba] venne fondata per contrastare gli sforzi israeliani di cancellare i segni che ricordano la vita palestinese. Proibire ai palestinesi di commemorare la Nakba…non potrebbero comportarsi in modo più nazista e fascista. Forse aiuterà il mondo a svegliarsi."

Quali sono i suoi progetti per il futuro?
[ride] "Lei sa quanti anni ho? Ho quasi 85 anni. Ho sempre detto cinicamente prendendomi in giro che ho una scelta: o essere sempre stanco perché voglio fare così tante cose, o andare a sedermi aspettando che passi il tempo. Bene, progetto di essere stanco, perché ho ancora così tanto da dire."