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m.o.: Israele Bombarda Tunnel a Rafah, Morti 3 Palestinesi

(AGI) - Ramallah, 25 ago. - L'Anp ha deciso di cambiare strategia: "Entro due anni", con o senza un accordo di pace con Israele, nascera' uno Stato palestinese 'de facto' con proprie forze di sicurezza, infrastrutture e trasporti. Lo ha annunciato, in un'intervista al 'Times', il primo ministro palestinese, Salam Fayyad: "Dopo 16 anni (di negoziati politici falliti) perche' non cambiare strategia?". "Abbiamo deciso di essere attivi, di accelerare la fine dell'occupazione israeliana lavorando duramente sul campo per costruire elementi positivi e far emergere il nostro Stato come un fattore che non puo' essere ignorato", ha spiegato Fayyad al quotidiano britannico, nel giorno in cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha in programma un incontro a Londra con il collega Gordon Brown. "Questa e' la nostra agenda che seguiremo con tenacia", ha aggiunto il primo ministro dell'Anp. Nel corso di una conferenza stampa a Ramallah, in Cisgiordania, Fayyad ha poi spiegato che "il governo palestinese sta lottando in modo determinato contro un'ostile occupazione... per istituire un apparato statale de facto entro i prossimi due anni". Fayyad si e' appellato all'unita' del popolo palestinese, diviso dopo la presa del potere di Hamas a Gaza nel giugno del 2007. "Dobbiamo presentarci al mondo intero mostrandoci uniti e fermi nella determinazione di rimanere nella nostra patria, nel mettere fine all'occupazione (israeliana) e nel raggiungere la liberta' e l'indipendenza", ha affermato Fayyad. -
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CRIMINI ISRAELIANICondividi
lunedì 6 luglio 2009 alle ore 18.19
Israele e i crimini di guerra. Rapporto choc
Amnesty International ha affermato che durante i 22 giorni del recente conflitto a Gaza e nel sud d’Israele, le forze israeliane hanno ucciso centinaia di civili palestinesi disarmati e distrutto migliaia di abitazioni, mediante attacchi che hanno violato le leggi di guerra
Lunedí 06.07.2009 08:43

In un nuovo rapporto, Amnesty International ha affermato che durante i 22 giorni del recente conflitto a Gaza e nel sud d’Israele, le forze israeliane hanno ucciso centinaia di civili palestinesi disarmati e distrutto migliaia di abitazioni, mediante attacchi che hanno violato le leggi di guerra. 'L’assenza di adeguate indagini sul comportamento delle proprie forze a Gaza, crimini di guerra inclusi, e il continuo rifiuto di cooperare con la missione di accertamento dei fatti dell’Onu, diretta da Richard Goldstone, sono la prova dell’intenzione da parte di Israele di evitare un confronto pubblico e di riconoscere le proprie responsabilita'' – ha dichiarato Donatella Rovera, che ha guidato la missione di ricerca di Amnesty International a Gaza e nel sud d’Israele durante e dopo il conflitto. 'La comunità internazionale, a partire dal Consiglio di sicurezza, deve esercitare tutta la sua influenza per ottenere che Israele cooperi pienamente con l’inchiesta di Goldstone, che risulta attualmente lo strumento migliore per stabilire la verità'.
Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno lanciato centinaia di razzi contro il sud d’Israele, uccidendo tre civili israeliani, ferendone decine e costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie case. “Questi attacchi illegali costituiscono crimini di guerra e sono inaccettabili” – ha precisato Rovera.
Il rapporto, lungo 117 pagine e basato su prove raccolte dai delegati di Amnesty International (tra i quali anche un esperto militare) a gennaio e febbraio, documenta l’uso da parte di Israele di armi da campo aperto contro la popolazione civile di Gaza, intrappolata e senza possibilità di fuga.
La scala e l’intensità degli attacchi contro Gaza sono state senza precedenti: il totale di 1400 palestinesi uccisi dalle forze israeliane comprende circa 300 bambini e altre centinaia di civili che non stavano minimamente prendendo parte al conflitto.
Molte delle vittime sono state uccise da armi ad alta precisione, grazie all’uso di droni dotati di visori di eccezionale qualità che consentivano di osservare i bersagli nei minimi dettagli. Altre sono state uccise da armi prive di precisione, tra cui i razzi lanciati dall’artiglieria e contenenti fosforo bianco, mai usato prima di allora a Gaza; armi che non dovrebbero mai essere impiegate in aree densamente popolate.


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http://perlapalestina.blogspot.com/

GERUSALEMME - Eccoli i racconti di guerra, l'ultima, combattuta per tre settimane nella Striscia di Gaza.

Racconti che non si vorrebbero mai sentire.


Perché non soltanto non c'è niente di eroico, ma c'è molto di raccapricciante e di moralmente rivoltante, in un tiratore scelto che spara su una madre e i suoi due bambini che hanno sbagliato strada, perché così vogliono le regole d'ingaggio, o in un soldato che fa fuoco su una vecchia che cammina smarrita, o su altri giovani in divisa che abusano della loro forza per danneggiare, deturpare, offendere una popolazione civile palestinese che, in fin dei conti, viene considerata tutt'uno con il nemico combattente.

Questo e molto altro ancora lo si è appreso non dalla propaganda palestinese, ma dai racconti dei diretti interessati, decine di allievi dell'accademia Yitzhak Rabin, convenuti lo scorso 13 febbraio per discutere le loro esperienze nell'ambito dell'Operazione "Piombo fuso".

Racconti duri, pesanti come macigni, capaci creare molto imbarazzo ai vertici delle forze armate.

Al punto che il procuratore militare, quasi a voler bilanciare l'inevitabile scalpore con un gesto rassicurante, ha deciso di rendere pubblica la decisione di aprire un'inchiesta.

È stato Haaretz a svelare i contenuti di quella riunione.

Ma il merito di aver fatto scattare l'allarme su tutto ciò che queste testimonianze implicano, va al direttore del programma pre-militare dell'accademia, Danny Zamir, che, sentiti i resoconti fatti dai giovani ma già esperti allievi, s'è rivolto direttamente al Capo di Stato maggiore, Gaby Ashkenazy.

"C'era un casa con dentro una famiglia - ricorda il comandante di una piccola unità di fanteria - . Ordinammo alla famiglia di stare tutti in una stanza.

Poi ce ne andammo e arrivò un nuovo plotone. Dopo alcuni giorni venne l'ordine di rilasciare la famiglia. Avevamo messo un tiratore scelto sul tetto.
Il comandante rilasciò la famiglia, dicendo loro di andare verso destra, ma dimenticò di avvertire il tiratore scelto che quella gente veniva liberata e che era tutto ok, e non avrebbe dovuto sparare".
Anziché a destra, la madre coi due figli prende a sinistra. Il cecchino li vede avvicinarsi alla linea che, secondo quanto gli era stato detto, nessuno avrebbe dovuto oltrepassare.
Così "ha sparato subito, uccidendoli".

"Non credo - continua la testimonianza - che si sia sentito troppo male.
L'atmosfera generale, da quello che ho capito parlando coi miei uomini, era, come dire, che le vite dei palestinesi sono molto, molto meno importanti delle vite dei nostri soldati".

Regole d'ingaggio assai elastiche, "disprezzo sfrenato", culto della forza fisica, il pregiudizio che "i palestinesi sono tutti terroristi", questa la miscela esplosiva che ha portato agli eccessi che le organizzazioni umanitarie hanno denunciato come crimini di guerra.

Un'accusa che Israele ha respinto, ribattendo che le perdite tra i civili palestinesi sono state causate dal fatto che i miliziani di Hamas si facevano scudo della popolazione che affolla i centri abitati, nel cuore dei quali, però, l'esercito israeliano non ha esitato ad adoperare una potenza devastante.

Qui tuttavia non si parla né di bombe al fosforo né di altri micidiali ordigni sconosciuti.
Si parla, per quanto possa sembrare fuori logo trattandosi di una guerra, di morale.

Non è un caso che il ministro della Difesa, Ehud Barak, si sia precipitato a ribadire che l'esercito israeliano "è la forza armata più morale che esista al mondo".
Aggiungendo che, al massimo, quelli da chiarire sono "episodi individuali".

Non la pensano così, invece, i protagonisti dei racconti.
A parte alcuni casi di fuoco senza avvertimento contro civili, un comandante descrive alcuni episodi di vandalismo.

"Scrivere "morte agli arabi" sui muri (delle case occupate), prendere le foto di famiglia e sputare su di esse soltanto perché lo puoi fare, credo che questa sia la cosa più importante per capire quanto le forze armate israeliane siano precipitate sul piano della morale".

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poesie di Pino de Stasio
Un fuoco lucido avvolge la sera..
Madri stanche in nenie notturne
Annegano bianche in fondali d'affanno
Dei figli scomparsi e in campi
Gia' pieni di fieno appagato.


GAZA

Guerra rasa, fumi ristagnano furiosi
Sirene immense rovesciano fuochi.


Muta e' la notte ancora
E' bene che sia cosi'
Spari alla luna non ci saranno
Che come bersaglio lontano e inarrivabile
Comprime e sobbalza i sonni leggeri
Senza piu' sogni.
Altera testa tonda ed esile
Ascolta i sussurri notturni
Grumi vocali di pianto.


BREVIARI PER GAZA

Piango su questo fosso
Mai raggiunto dalla mia mano
Per scavargli attorno la vita
e risollevarlo dalla morte.


Silenzio oggi per i campi
E per il cielo che appare limpido
Con cirri appena sopra l'orizzonte
E profondi crateri che segnano
Spazi vuoti..
piccoli corpi contenuti
Come semi per la terra
Forse un giorno rigogliosa.


FOSFORO BIANCO

Nelle nubi albine
Tra le piccole case di gaza
Inquietanti sagome gassose
Si attaccano a magri corpi
Rappresi e congiunti
Tra sequenze di mani in rivolta
Fosforo tenue luminescenza planetaria
Roccioso argomento chimico
Ferisci i ventri materni
Odoroso aglio morente
Inganni e uccidi.


MORTE RAPIDA

Rapita l'anima
Affretti solitaria mente
Nei transfert stellari
Fornaci solide svolazzanti faville
Farfalla tra il rosso carminio
E il respiro profondo del gigante
Sei la' Imperatrice Vate.


Soldati marciano
A ridosso della città
Stivaloni anfibi
Improntano la terra che non ha sale
Mani rosse ganci di mitraglia
Arretrano e avanzano
Densa tensione in quei corpi atletici e curati
Baciano labbra ebbre
Dietro nei campi c'e' rovina
Carcasse in ferro simboli d'arte cruda
Filati spinosi ma non di more
Riempiono i labirinti della pace

PIOMBO FUSO

Desolato nel sistema periodico
Tra piombo e fosforo
E numeri atomici e isotopi
Osservo le rovine fatte di scatti digitali
Organismi sepolti
Che affiorano per elementi
Per parti
Pietrificate e avvolte in plastiche nere
Vapori acquei miasmi letali
Nascosti in sacche di cemento ancora mortali
Un albero appena sotto le mura
Indica il giorno
Ancora gassoso.

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Napoli 31 gennaio 2009



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La storia non insegna neanche a chi una volta è stato vittima....

Gli israeliani hanno sfruttato abbastanza queste situazioni e oggi accusano i palestinesi di sfruttare le immagini dei bimbi morti sotto i loro colpi. ...
QUESTA ACCUSA E' SAREBBE RIDICOLA
SE NON FOSSE... INFAME.
Gli israeliani hanno fatto quello che , a freddo avevano preventivato
di fare , diciamolo francamente , purtroppo l'ironia della sorte è che noi
italiani siamo stati coinvolti nello scempio....nostro malgrado.

Chiedo perdono io ai Palestinesi,e dissento da chi va in israele e indossa il cappelleto ebraico,solo per motivi di convenienza politica .

DICIAMO BASTA! ABBIAMO VISITATO I RESTI DI DACAO E DEGLI ALTRI CAMPI DI
STERMINIO NAZISTI,MA NON AVREMO TEMPO NE LA POSSIBILITA'DI VISITARE ,UN GIORNO,
LE TOMBE DEI BAMBINI PALESTINESI A CUI VA IL NOSTRO PENSIERO OGGI!!!!!!

firmato
LAURA PICCHETTI



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Lentamente muore un popolo inerme ....
Ecco i tuoi occhi neri profondi
si guardano intorno,
vedono solo orrore e morte.
I ricordi passati sono nel presente
e tornano prepotentemente
alla mente guardando il sole
tramontare all'orizzonte,
è un sole che gronda sangue,
lacrime e sangue....
lacrime che sgorgano dai tuoi occhi
e sangue che esce dalle tue vene...
mi danno il segno che sei ancora viva
in mezzo ad un popolo di morti viventi,
che cerca inutilmente di vivere strisciando..
ma in realtà è come morto,
perché le bombe e la mano dell'uomo
hanno portato via i suoi figli migliori.
Il mio e il tuo cuore gronda sangue
si affievolisce il suo battito...
e cosi lentamente un popolo muore.

Gabrybabelle